Nel marketing ospedaliero internazionale dal 1979

Pressoterapia

Tessuto cicatriziale ipertrofico

Le cicatrici morbide e di color rosa che inizialmente coprono le ferite sono poco sviluppate ed il paziente può sentirsi sollevato per essere uscito da questa esperienza con dei danni relativamente accettabili.

Dopo un certo periodo di tempo però le cicatrici subiscono dei cambiamenti che le renderanno sempre più ruvide.

L’inesorabile sviluppo di placche e di rilievi antiestetici rappresentano una bomba a tempo che infliggerà il massimo dei danni circa il progresso della riabilitazione sociale del paziente. Oltre allo stress psicologico il paziente deve affrontare in queste situazioni anche problemi fisici in quanto il tessuto ipertrofico non è solamente antiestetico ma può causare deformità e invalidità serie.

Una cicatrice ipertrofica è il risultato tardivo di una ferita che, in fase di guarigione, impiega più di 3 settimane per chiudersi.

Tre o quattro giorni dopo l’ustione la ferita viene infiltrata dai fibroblasti che sono responsabili della produzione di collagene.

Circa tre settimane dopo l’ustione la quantità di fibroblasti cessa di aumentare e si crea un equilibrio tra la produzione e la distruzione di collagene anche se i fibroblasti sono presenti in quantità superiore. Quindi se una ferita si chiude entro 3 settimane (spontaneamente o a seguito di trapianto) la cicatrice conterrà meno fibroblasti e conseguentemente sarà meno ipertrofica.

Tra i vari metodi disponibili per ridurre la formazione di cicatrici ipertrofiche il più diffuso ed efficace è rappresentato, come forma di terapia preventiva, dalla applicazione di una pressione sull’ustione in via di guarigione.

La pressoterapia viene eseguita con indumenti elastici (magliette, guanti, calze, collants, ecc.) posti a stretto contatto con l’area interessata all’ustione e per essere efficace tali indumenti devono esercitare sulla ferita una pressione compresa tra 20 e 30 mm/Hg. Non è stato ancora determinato se l’effetto di questa terapia è dovuto alla pressione stessa oppure se subentrino altri meccanismi. Comunque la nostra conoscenza riferita alla guarigione di queste ferite ci porta alle seguenti ipotesi:

La pressione applicata sopra il tessuto cicatriziale si contrappone alla pressione idrostatica dei nuovi capillari producendo così una ipossiemia della cicatrice ed inibendo quindi l’attività dei fibroblasti. Il bilancio tra la produzione e la degenerazione di collagene nella cicatrice è quindi influenzato positivamente. Il successo di questa terapia dipende dal tempo di applicazione (24 ore al giorno) per l’intera fase di maturazione che va dai 6 ai 12 mesi.

Questo regime non è piacevole, specialmente nei periodi estivi. Una buona motivazione da parte del paziente ed il condizionamento attivo sia da parte della famiglia che degli amici, unitamente agli indumenti pressoterapici ben calzanti, sono però tutti di grande importanza.

Le ferite che rispondono bene alla pressoterapia sviluppano le seguenti caratteristiche: la cicatrice diventa più pallida in quanto diminuisce l’iperemia; la massa di tessuto cicatriziale diminuisce e diventa più arrendevole. L’area totale della cicatrice rimane però inalterata. Si può concludere quindi che la pressoterapia è una delle principali tecniche disponibili per il trattamento delle cicatrici ipertrofiche e dei cheloidi.